Fondo espropriato: come calcolare l’indennità dovuta dallo Stato

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Chiunque abbia subito l’esproprio di un fondo ha diritto ad un’indennità da parte dello Stato per la perdita del diritto di proprietà, calcolata secondo precisi criteri.

Il parametro fondamentale per calcolare l’indennità di esproprio è il valore venale del terreno, inteso come effettivo prezzo che lo stesso avrebbe in un libero mercato.

Ovviamente, il valore venale differisce molto se il terreno è collocato in un’area edificabile o meno, oppure se esso è destinato all’agricoltura o vi siano già presenti costruzioni.

Indennità per terreno edificabile (o edificato)

Se il terreno è edificabile (per saperlo puoi chiedere informazioni all’Ufficio tecnico del Comune nel quale si trova il fondo) l’indennità è molto spesso equivalente al valore venale del bene, salvo eccezioni previste dalla legge.

Ad esempio, bisogna considerare un aumento del 10% sull’importo totale se hai accettato immediatamente l’offerta di acquisto proposta dallo Stato.

Stesso vale qualora la stima effettuata dagli esperti nominati in seguito al rifiuto dell’offerta sia pari ad un ammontare uguale o maggiore dell’8% rispetto alla proposta iniziale.

Al valore di mercato del fondo dovrà essere aggiunta un’ulteriore indennità nel caso in cui hai destinato il fondo a scopi agricoli. In questa ipotesi, per il calcolo della indennità da esproprio dovrai visionare le tabelle annualmente redatte da una commissione provinciale (le c.d. “VAM”), nelle quali si stabiliscono i prezzi all’ettaro dei terreni agricoli, diversificati a seconda della coltivazione praticata.

Infine, se sul terreno da espropriare è collocato un edificio costruito rispettando le normative di legge (quindi non abusivo), all’importo finale si dovrà sommare il suo valore di mercato. Quindi l’indennità del fondo sarà calcolata tenendo conto dell’intera superficie da espropriare, compresa la zona occupata dall’edificio.

Indennità per terreno non edificabile

Anche in questa ipoteso bisogna considerare l’effettivo valore di mercato del bene.

Pertanto, l’indennità rimarrà invariata se l’area non è stata coltivata, altrimenti il calcolo dell’importo finale dovrà essere adeguato alla tipologia di coltura, alle peculiarità del suolo, al valore intrinseco del terreno ed in generale a tutti quei fattori che il mercato considera economicamente rilevanti.

Anche per le aree agricole è prevista un’indennità aggiuntiva da calcolare mediante il criterio dei VAM descritti in precedenza. La maggior somma deve essere corrisposta tanto al proprietario del fondo, se coltivatore diretto o imprenditore agricolo, quanto all’eventuale fittavolo, mezzadro o compartecipante che dimostra di coltivare l’area da almeno un anno e di aver quindi perso, a causa dell’esproprio, il lavoro in agricoltura.

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