Vittime di reato: ecco chi ha diritto all’indennizzo dello Stato e come presentare la domanda.

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Nel 2016 sono stati compiuti in Italia 7500 reati al giorno (fonte: Il Sole 24ORE).

Non solo: un’indagine del Ministero dell’Interno effettuata nel 2009 ha rilevato che ben il 31,9% delle donne ha subito violenze sessuali o fisiche.

In molti casi la vittima non ha potuto ottenere un risarcimento in quanto l’aggressore era nullatenente oppure non è mai stato identificato o arrestato

Ebbene, molti cittadini non sanno che esiste un obbligo di indennizzo a carico dello Stato per le vittime di reati dolosi commessi con violenza alla persona.

La legge europea 2015/2016, infatti, ha previsto il diritto all’indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti, in attuazione della direttiva 2004/80/CE.

Si tratta di un indennizzo, a carico dello Stato, a favore delle vittima di reati dolosi commessi con violenza alla persona, elargito per la rifusione delle spese mediche e assistenziali (per i casi di violenza sessuale e omicidio l’indennizzo è previsto anche in assenza di spese mediche).

 Ecco i requisiti per ottenere l’indennizzo.

– avere un reddito annuo risultante dall’ultima dichiarazione non superiore a quello previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato (attualmente non superiore a euro 11.528,41);

– avere già promosso infruttuosamente l’azione esecutiva nei confronti dell’autore del reato per ottenere il risarcimento del danno dal soggetto obbligato in forza di sentenza di condanna irrevocabile o di una condanna a titolo di provvisionale (salvo che l’autore del reato sia rimasto ignoto);

– non aver concorso, anche colposamente, alla commissione del reato ovvero di reati connessi al medesimo e non dovrà essere stata condannata con sentenza definitiva ovvero, alla data di presentazione della domanda;

– non essere sottoposti a procedimento penale per uno dei reati di cui all’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale e per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell’evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto.

Se sussistono i requisiti, ecco la documentazione da presentare al Ministero della Giustizia

– copia della sentenza di condanna per uno dei reati previsti dalla legge, ovvero del provvedimento decisorio che definisce il giudizio per essere rimasto ignoto l’autore del reato;

– documentazione attestante l’infruttuoso esperimento dell’azione esecutiva per il risarcimento del danno nei confronti dell’autore del reato;

– la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;

– la certificazione medica attestante le spese sostenute per prestazioni sanitarie oppure certificato di morte della vittima del reato.

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