Il cittadino che inciampa per colpa del Comune e si procura un danno deve essere risarcito

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E’ sotto gli occhi di tutti: le strade italiane si caratterizzano per incuria, e camminare su certi marciapiedi diventa una vera e propria impresa.

I Comuni, però, non possono pensare di andare esenti da responsabilità qualora un cittadino, mentre cammina su una strada pubblica, inciampa e, cadendo, si procura un danno.

Tra le numerose sentenze che hanno sancito l’obbligo del Comune di risarcire il danno patrimoniale e non patrimoniale (in questi casi, il danno alla salute causato dalla caduta) vale la pena citare la sentenza del Tribunale di Palermo del 25 maggio 2016, n. 2876.

Il Tribunale di Palermo ha affermato che anche una mattonella sconnessa costituisce insidia stradale e il cittadino che vi inciampa e cade ha diritto al risarcimento del danno.

Una mattonella sconnessa infatti costituisce un’anomalia “patologica” (non “fisiologica”) della strada e la circostanza esclude che sia il danneggiato a dimostrare l’impossibilità di avvedersi del difetto della strada.

Sarà il Comune, se vuole evitare di risarcire il danno, a dover dimostrare che il pedone ha violato le elementari regole di prudenza.

Alla base della sentenza sta il fatto che, secondo il tribunale siciliano, in una comunità mediamente civilizzata (quale dovrebbe essere l’Italia) appare giustificato aspettarsi un andamento almeno tendenzialmente regolare della strada.

Da notare che i giudici hanno deciso di applicare le tabelle di Milano (cfr. https://www.ordineavvocatimilano.it/index.php?pgn=articolo&id=3379&idm=97) per il calcolo del danno biologico, in quanto riconosciute come garanzia di equità per il trattamento risarcitorio in tutto il Paese.

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